
L’avventura evangelica di Chiara d’Assisi prese avvio quando, lasciata la casa paterna nobiliare, che sorgeva al centro di Assisi, aveva trovato il suo ‘luogo’ fuori delle mura, presso la chiesetta di San Damiano.
Nel suo Testamento, così ricorda gli inizi della sua vita ‘nuova’:
Dopo che l’altissimo Padre celeste, per sua misericordia e grazia, si degnò di illuminare il mio cuore perché, per l’esempio e l’insegnamento del beatissimo padre nostro Francesco facessi penitenza, poco dopo la sua conversione, unita alle poche sorelle che il Signore mi aveva donate poco dopo la mia conversione, volontariamente gli promisi obbedienza, così come il Signore aveva riversato in noi la luce della sua grazia attraverso la sua vita mirabile e il suo insegnamento.

La scelta di Chiara e delle sorelle fu decisa e decisiva: Gesù, il Figlio di Dio che per noi si è fatto ‘via’, che cioè ha mostrato in se stesso qual è la strada da percorrere per essere pienamente quelle persone umane volute, pensate, amate dal Padre e Creatore. In Francesco, Chiara riconobbe il modo concreto in cui attuare il suo desiderio di seguire Gesù. La sua fu una scelta di rottura rispetto allo stile di vita del nascente Comune di Assisi, che si dichiarava ‘cristiano’, ma il cui impianto economico e giuridico era lontano dal Vangelo.
Le conseguenze della decisione di Chiara non tardarono a farsi sentire: i suoi familiari cercarono di riportarla nel palazzo con la forza. Una scena analoga si ripeté quando Agnese, sorella di Chiara, prese la medesima decisione. Dalle parole affidate al Testamento, si sente l’eco di momenti assai duri e difficili, probabilmente vissuti più volte:
Non ricusavamo nessuna indigenza, povertà, fatica, tribolazione, o ignominia e disprezzo del mondo, anzi, al contrario li ritenevamo grandi delizie sull’esempio dei santi e dei fratelli [di Francesco].
L’esperienza delle prime damianite è quella di una ‘grande delizia’: la gioia di chi sa di vivere alla presenza di Dio, nella comunione con lui. ‘Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro’; ‘Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui’: queste parole del Vangelo divengono vita vissuta giorno dopo giorno, nella scoperta del dono delle sorelle, nella dedizione ad esse e a chi bussa alla porta di San Damiano.
In questo servizio continuamente rinnovato, Chiara e le sorelle edificano il regno di Dio.