Come farò a salire sul Tabor,
io che non oso alzare lo sguardo
e non son fatto che per rigirarmi nel fango?
Come farò a seguirti sul Tabor,
io che da poco ti ho conosciuto
e non so se di Te mi posso fidare davvero?
Voi, sì, voi tutti venite a me:
alla mia luce vedrete la luce.
Perché non fare allora tre tende
e custodire al sicuro la luce?
Non voglio più il buio nel cuore,
non voglio più incertezza e dolore.
C’è un amore ancora più grande:
per ogni amico, donare la vita.
C’è la discesa dopo ogni salita.
Accoglienza domanda condivisione.
Fratelli e sorelle, smarriti e dispersi,
chiedono un raggio di quella luce.
Con Te sul Tabor, con Te nel giardino
per imparare come sboccia la Vita:
lasciare che il dono non sia trattenuto,
ma offerto, donato: ed è risurrezione.