Commento letture dom XX TO C

Colui che è il Principe della pace, che il mattino di Pasqua dice: “Pace a voi!”, che manda i discepoli per le strade e nelle case come araldi della pace, che vuole che tutti siano “una sola cosa”, oggi si presenta come Colui che non lascia in pace la nostra pace, che viene a scuotere quella falsa pace, fatta di tranquillità, di comodità, di piccoli gruzzoli messi da parte.
Quanta pace apparente viviamo! La nostra idea di pace rassomiglia più alla morte che alla vita, è la pace di chi non vuole fastidi, di chi vuole il suo spazio, di chi cerca silenzio e aborrisce la confusione, di chi vorrebbe accanto a sé solo persone sorridenti. È la pace del cimitero….
Pace di compromesso sulla quale Gesù getta il fuoco della passione, dell’audacia, un fuoco che non ammette tiepidezze.
E Gesù vuole “immergersi” nella nostra vita, entrarvi a fondo, per fare morire questa idea di pace e fare risorgere una vita nuova.
Forse quando va in frantumi un vecchio equilibrio, in casa o in comunità, quella che si rompe non è una pace autentica ma una situazione sbagliata, fondata su mancanza di saggezza, su egoismi e su silenzi. Tutti rami secchi da tagliare e bruciare, affinché possano spuntare rami nuovi e fecondi, capaci di portare frutti di vita evangelica, sotto i quali trovare riparo e al cui refrigerio condurre i fratelli stanchi e sofferenti. E sarà pace vera!

(Ger 38,4-6.8-10; Sal 39; Eb 12,1-4; Lc 12,49-53)