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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
C’è tanta luce, a giugno. Il sole pare indugiare volentieri ad accarezzare la terra con i suoi raggi perpendicolari fino a regalarci il solstizio d’estate.
E se le nuvole lo nascondono, la sostanza non cambia: la luce è piena.
Nell’ordinario scorrere dei giorni, tempi colorati e grigi si alternano, tutti intrisi in realtà della Luce vera che ad ogni momento dà significato. Proviamo a raccontarne qualcuno. E raccontando ci accorgiamo che, anche negli angoli bui, “alla Sua luce vediamo la luce” (cf. Salmo 36,10).
Dalla morte alla vita
Sono trascorsi quasi due anni dal nostro primo incontro con don Paolo Ferrini, cappellano del carcere di Volterra. Incontro che ci ha fortemente coinvolte nel quotidiano servizio di preghiera per i detenuti che, settimanalmente, ci sono stati affidati. Quanti nomi e storie di vita ci hanno toccato il cuore in questo tempo ed in particolare desideriamo condividere con voi la conoscenza di Vincenzo. Sì, Vincenzo, un detenuto che don Paolo è riuscito a portare al nostro monastero per tre volte contribuendo così a costruire con lui un’amicizia unica e profonda. Accogliere Vincenzo ci ha spalancato il cuore in modo più realistico verso il dolore e i percorsi di rinascita di questi fratelli. Chi si apre all’incontro con il Signore sperimenta davvero una risurrezione, il passare dalla morte alla vita, e gli altri non possono che constatare le meraviglie operate dal Signore. Nell’ultimo incontro con don Paolo abbiamo vissuto anche un momento di confronto riguardo alla giustizia riparativa che rappresenta un innovativo approccio nel campo del diritto penale. Essa, infatti, cerca di promuovere una risoluzione del conflitto capace di risanare, attraverso il dialogo e la comprensione reciproca, quel legame con la società spezzato dal fatto criminoso.
Dilatare lo spazio
Dilatare l’orizzonte, cercando di portare al Signore le speranze e i dolori di ciascuno e del mondo intero, è un aspetto centrale della nostra vita contemplativa. Tra le molteplici occasioni per “allargare lo spazio della nostra tenda” (cf. Isaia 54,2) ci sono gli incontri con le persone: con le diverse esperienze di vita, ci portano la loro ricchezza: le speranze, le gioie, i dolori. La sorella portinaia incontra almeno una persona quotidianamente, ma non mancano giorni speciali in cui si “concentrano” diversi gruppi contemporaneamente: e così a maggio è capitato che le persone incontrate siano oltre un centinaio!
Vi comunichiamo la loro provenienza e/o appartenenza, perché anche voi che leggete almeno in questo momento possiate pregare per loro: gruppi parrocchiali di Montevarchi, di Saione-Arezzo, uno di Roma; i bambini di Serre di Rapolano, prossimi a ricevere la prima comunione, con i loro genitori, diverse classi degli Istituti superiori di Cortona, due gruppi provenienti da Varese e dintorni, un gruppo di esercizianti di varie parti d’Italia, i fratelli e le sorelle dell’Ordine francescano secolare di Grosseto-Santa Lucia.
Con Francesco
Il 17 maggio scorso abbiamo avuto il grande dono di custodire la reliquia maggiore del sangue di san Francesco, conservata alla Verna. In questo anno centenario delle stigmate, la reliquia viene portata in “pellegrinaggio” in Italia e all’estero. A fine aprile era già stata presente a Cortona e offerta alla venerazione della gente. Fra il 17 e il 18 maggio, nel passaggio da un luogo all’altro, i frati l’hanno affidata a noi, permettendoci di custodirla per una notte e di pregare davanti ad essa. È stato davvero un grande dono: come stare un po’ in compagnia del padre san Francesco stigmatizzato e presentando al Signore, per l’intercessione di Francesco, le tante stigmate di oggi: quelle personali e comunitarie, quelle delle persone che conosciamo, quelle del mondo intero. Vissuto nella semplicità, è stato veramente per noi un momento di grazia.
Falegnami per noi
Non siamo in una corsia di ospedale, anche se i camici provengono da lì e tre di loro normalmente vi lavorano!!! Con grande gratitudine abbiamo accolto cinque nostri amici di Varese, improvvisatisi falegnami per darci una mano. Con grande impegno e ottimi risultati, hanno ripulito e riverniciato gli infissi e i portoncini della foresteria. La Provvidenza non finisce mai di stupirci!
Grazie Marco, Umberto, Luca, Luca e Matteo!
Comunicare per rimanere in comunione
È giugno, il mese in cui viene pubblicato uno dei due numeri di Comunione e Comunicazione (il secondo, a dicembre). Di che si tratta? Di un quaderno o una rivista, come più piace chiamarlo. In pratica, è un luogo di scambio di notizie e riflessioni tra le clarisse di tutto il mondo. Ha già una certa età: il primo numero uscì nel gennaio del 1987. Ha conosciuto i passi gioiosi e incerti dell’infanzia, le inquietudini dell’adolescenza, le scelte dell’età adulta… Ha parlato ben presto in cinque lingue: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo; oggi, ha aggiunto il portoghese. Secondo gli auspici iniziali, viene direttamente curato dalle sorelle, con l’aiuto di alcuni fratelli, tutti molto generosi a scrivere testi e tradurli. Noi qui, fin dal lontano ’87, siamo una sorta di segreteria-redazione. È giugno… e il lavoro ferve!!
Guardare il Santo per ritrovare l’Uomo
I santi: uomini e donne che, come noi, hanno vissuto la quotidianità della vita in un preciso contesto: bambini, adolescenti, giovani, adulti… come noi. Hanno sperimentato gioie e fatiche. Hanno amato Gesù Cristo, ma questo non ha risparmiato loro delusioni, fallimenti, disagi, malattie… I santi non sono nati sugli altari! Avvicinandoci alla loro umanità, ci accorgiamo quanto ci siano vicini.
In questo anno, VIII centenario delle Stigmate di Francesco, scopro che il Santo d’Assisi cammina con noi: nella “salita” del vivere, lui che più volte percorse quella da Rassina alla Verna; nelle “soste” delle notti, lui che rimase in solitudine e in preghiera sul Sacro Monte deluso dai suoi fratelli; nelle “tentazioni” del quotidiano, lui che le visse in quel lontano settembre del 1224; nella “discesa” che siamo invitati a percorrere per rimetterci in gioco accanto ai fratelli, alle sorelle, ai familiari. Ritroveremo il gusto della vita consegnandoci, tra incertezze e novità, a un futuro che appartiene solo al Signore.
In questo anno particolare, incontrando le persone per fare con loro memoria del mistero delle Stigmate di Francesco, torno a guardare il Santo per ritrovare l’Uomo.
Da tutte noi, il saluto più caro !
Vostre sorelle clarisse