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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
Eccoci di nuovo! Brevi riflessioni e rapidi flash di vita quotidiana
vi portino il ricordo affettuoso e grato
che serbiamo di tutti voi.
Ci troviamo a metà marzo e a metà quaresima.
Ci troviamo in un tempo difficile da abitare.
Mentre riconosciamo l’incapacità
«di pronunciare parole all’altezza della tragedia» (Tonio Dell’Olio)
di cui siamo parte, facciamo nostre, insieme, le parole – vere e generanti – del salmista:
«Fino a quando, Signore…? …Esulterà il mio cuore nella tua salvezza» (dal Salmo 13[12]).
A che punto siamo con… la gioia?
«Il Mercoledì delle Ceneri apre il grande tempo della Quaresima, un tempo che non è un tempo triste ma penitenziale. La differenza è importante perché penitenza è purificarci da tutto ciò che impedisce la gioia» (fr. Roberto Pasolini ofmcap). È passare dal modo di pensare nostro a quello di Dio. Proprio per questo, alla vigilia del Mercoledì delle Ceneri avevamo festeggiato questo ‘passaggio’ con un bel vassoio di dolci regalatoci da un caro amico e… cantato, in un clima di festosa allegria, con Giacomo, giovane, entusiasta musicista nonché futuro medico, melodie antiche e sempre nuove che spalancano gli orizzonti del cuore e aprono… alla gioia. Non buttiamo via le occasioni che Dio ci dona per imparare ad amare e a essere amati! Lasciamo che l’Amore compia in noi il miracolo della conversione: la conversione alla gioia!
Offrire una parola
Una piccola nuova iniziativa per il tempo di Quaresima di quest’anno: condividere brevi riflessioni o commenti sui testi della Liturgia della Parola del giorno. Attingendo a un cestino posto su un sedile del coro, tutte possono arricchirsi di quanto ciascuna ha letto e, trovandolo significativo, ha scritto su un foglietto. Una bella cosa.
Mi sono scoperta a… cercare di ‘fare il compito’, accorgendomi ben presto che così non funzionava, finché una mattina ha fatto capolino una domanda: Che cosa desidero donare alle sorelle di quello che oggi mi sta aiutando a ‘entrare’ nella Parola? Fare, non un compito, ma un dono: ecco! Questa prospettiva mi ha ‘acceso’: offrire parole che possono fare alle altre il bene che hanno fatto a me. Possono anche restare non lette e non interessare a nessuna… Il bello consiste nell’offrire senza altra pretesa.
Questa iniziativa è, sì, piccola, ma l’insegnamento che mi dà è davvero grande!
Una domenica speciale
Una domenica speciale quella dell’8 marzo: giunte da Figline Valdarno, lasciati i sette mariti con i rispettivi figli al Parterre di Cortona per poi ritrovarsi a Santa Margherita all’ora di pranzo, sette donne si sono avventurate nella salita fino al monastero con un desiderio: alimentare la vita di fede. Con loro abbiamo vissuto un’ora piena, serena, intensa, gioiosa, arricchita e resa luminosa dall’esperienza di un’altra donna: la Samaritana al pozzo di Sicar. Questa donna ha suscitato in noi sentimenti di gratitudine per averci aperto la via a vivere a nostra volta, in una bella comunione tutta al femminile, un’esperienza di incontro con il Signore Gesù. È con lui – il suo sguardo non giudicante, il suo rispetto, la sua attenzione, la sua rivelazione – che la nostra storia trova prospettive di soluzione e la nostra sete più profonda di appagamento. E così, mentre ci viene chiesto di dare, anche questa volta ci ritroviamo a ricevere il dono di nuove “sorelle” nel cammino della fede.
Le suore non si muovono!
Le suore non mangiano, non dormono, non parlano, non si divertono e stanno tutto il giorno in chiesa!
Se qualcuno si immagina la vita in monastero, qualche volta possono apparire immagini come queste (naturalmente non sempre in maniera così seria).
L’immagine un po’ strana che avevo io era: le suore non si muovono.
Quando all’università ho visto per la prima volta una suora molto dinamica, che si muoveva tanto, avevo l’impressione di aver un extraterrestre davanti agli occhi e mi sentivo stupida perché naturalmente… anche una suora si muove!
Prima di arrivare a Cortona, avevo avuto un incontro su Zoom con due sorelle, per fare conoscenza.: Ma che strano: anche loro muovevano la testa, in alto, in basso, di lato – mi sembravano dei gufi!
Una volta arrivata in monastero, vedevo suore che si giravano, che stendevano bucato su fili alti, pulivano sotto i tavoli, volavano sulle scale su e giù. Queste ‘stranezze’ mi facevano ridere. Ormai mi sono abituata a vederle così e ne sono contenta!
…Solo per condividere con voi una delle piccole sorprese che mi aspettavano in monastero e che sono state fonte di un certo divertimento.
Pensieri sul pensare
Accade qualcosa e io posso riflettere sull’accaduto… Che grande dono è la mente, la capacità di riflettere sulla realtà. Posso pensare le cose che esistono, posso pensare a ciò che è stato, posso apprendere un concetto e approfondirlo, svilupparlo, metterlo in relazione con ciò che già sapevo…
Che grande dono è poter pensare!
Il pensiero è anche una grande forza. A volte ciò che penso influisce anche sul mio stato fisico. Se nel mio intimo nutro pensieri buoni e opero per il bene, sperimento una pace profonda, sono serena e anche gioiosa. Al contrario, quando lascio spazio a pensieri non buoni, mi altero e non manifesto la bellezza di quella creatura creata a immagine e somiglianza di Dio.
Davvero è importante che io sia consapevole di ciò che penso: un pensiero può cambiarmi la vita, può determinare il mio agire.
Come ha detto qualcuno: “L’uomo è ciò che pensa”.
Ama con tutta te stessa Colui
che tutto si è donato per amore tuo.
Santa Chiara
Con Francesco d’Assisi (via crucis), seguiamo insieme le orme di Gesù che procede verso la sua Pasqua,
Le vostre sorelle clarisse