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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!

Tra meno di una settimana, celebreremo la festa di Pentecoste, pienezza della Pasqua:

il Risorto manda lo Spirito Santo e i suoi discepoli – noi, oggi – da lui illuminati,

ricordano e annunciano la verità delle sue Parole, del Vangelo.

Mentre insieme a voi diamo uno rapido sguardo su alcuni momenti di vita che ci hanno portato a questo giorno, prendiamo a prestito le parole di papa Leone XIV per pregare insieme:

Spirito Santo, tu, luce della nostra intelligenza,

soffio e dolcezza nelle nostre decisioni,

dammi la grazia di ascoltare attentamente la tua voce

per discernere i passaggi segreti del mio cuore,

perché io possa cogliere ciò che è veramente importante per te

e liberare il mio cuore dai suoi tormenti.

Concedimi di conoscere meglio ciò che mi anima,

per respingere ciò che mi allontana da Cristo,

e per amarlo e servirlo sempre di più. Amen.

Vocazioni

La quarta domenica del tempo pasquale, chiamata del “buon Pastore”, anche quest’anno ci ha invitato a riflettere sulla vocazione, ovvero su come vivere pienamente, dando valore e contenuto a chi siamo, a cosa facciamo, alle nostre relazioni.

Quando parliamo di vocazioni, generalmente, pensiamo solo alla vita sacerdotale, religiosa, missionaria; invece dobbiamo comprendere che “la vocazione” è l’espressione con cui manifestiamo ai fratelli l’amore di Dio e che “non è un traguardo statico, ma un processo dinamico di maturazione, favorito dell’intimità con il Signore”, come scrive papa Leone XIV, nel Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni 2026. Questa Giornata, perciò, è un invito rivolto a ognuno di noi affinché, con la nostra vita, in ogni gesto riveliamo il legame forte ed essenziale con il “buon Pastore”.

Cappellina

In fondo al vialetto centrale del nostro giardino, c’è una nicchia alta un paio di metri. Quando entrai in monastero (vari decenni fa…), sulla parete interna vi era dipinta la Sacra Famiglia, chissà da quanto tempo, dato che le figure erano sbiadite e un po’ rovinate. Sole, acqua, vento erano di casa nella nicchia e, ‘accarezzando’ le immagini, le avevano corrose, al punto che, alcuni anni fa, fu deciso di dare su tutto una bella mano di bianco.

A metà del secolo scorso (1953 o 1954), sopra una pietra triangolare sostenuta da una colonna, fu posta una statua di gesso della Madonna di Lourdes, dipinta in falso oro. Una stagione dopo l’altra, le intemperie hanno sciupato anche quella… Vari amici della comunità si sono resi disponibili a riparare il riparabile dando una nuova mano di bianco alle pareti. Inoltre, sapendo che alla suora incaricata di tenere in ordine la nicchia piaceva molto riempirla di fiori in onore di Maria, una cara amica non ha mancato di portare vari vasetti di fiori ogni volta che è venuta a trovarci!

Siamo nel mese di maggio, dedicato a Maria, madre di Dio e nostra madre. Insieme vogliamo lodarla: “Ave Maria, vergine bella, sei la madre e la stella che ci conduce a Gesù. Quando il cammino è duro, quando il coraggio vien meno, a te ricorriamo: aiutaci a dire un sì generoso come, quel giorno, l’hai detto tu”.

Sorpresa tra le pagine

“L’Etruria” è un giornale locale, che vanta di essere stato fondato nel 1892.

Specialmente in occasione del nostro anno centenario, è capitato di essere state ospitate spesso fra le sue pagine. Ma l’articolo che abbiamo trovato pubblicato la settimana scorsa ci ha particolarmente sorprese e commosse! Quest’articolo, infatti, citandone uno del 25 aprile 1926 dello stesso giornale, racconta di una “commoventissima cerimonia” avvenuta cento anni fa presso il nostro monastero. Si tratta della vestizione di sr. Pia Caterina Lovato (già missionaria sulle “lontane sponde del Nilo”) e della signorina Rosaria Caldarone, che, dopo aver fatto ciò che prevedeva il rituale di allora, “si dileguarono con le monache oranti tra i sublimi cantici… E il portone si richiuse agli occhi di tutti”.

Ringraziamo di cuore chi ha recuperato e valorizzato il secolare articolo: ci dona la possibilità di guardare al nostro passato con gioia e gratitudine

Tempo e tempi

Chi non dà una sbirciatina al meteo almeno, diciamo, una volta alla settimana?! O magari ogni volta che prende in mano il cellulare? Di certo, diverse di noi lo hanno fatto in previsione del 5 maggio, quando saremmo andate niente di meno che ad Assisi, insieme a molte sorelle della nostra Federazione, per l’annuale giornata federale di incontro, preghiera e, in questo anno centenario del Transito di S. Francesco, di pellegrinaggio nei luoghi delle comuni origini carismatiche. Il tempo non prometteva nulla di buono fin dalla partenza: nubi scure, foschia, pioggerella, freddo. Ma dove andiamo?! Arrivate all’eremo delle Carceri, un signore ci ha salutate con un incoraggiante: “Buon Natale”. Ma come può, il tempo metereologico, bloccare i tempi del cuore e dello spirito? Anche la pioggia l’ha capito, scendendo solo mentre eravamo in auto o nella cappella per la riflessione e l’Eucaristia! Altri sono stati i tempi che hanno reso preziosa, unica, rigenerante quella giornata: quelli dell’abbraccio fraterno, del silenzio orante, dell’incontro con Francesco e Chiara – tempi dello Spirito Santo in cui matura il frutto della Vita

Tutte attorno a un tavolo

Talvolta il fluire dell’esistenza, che riteniamo stabile e ormai consolidato nel tempo, trova improvvisi sbarramenti, interruzioni, deviazioni che ci obbligano a percorrere nuove strade, offrendoci esperienze “insolite”. Il cammino della vita riserva sempre dei cambiamenti, anche in clausura non ne siamo esenti. La realtà quotidiana interpella i grandi ideali che ci rimotivano ogni giorno, ma dobbiamo fare i conti con gli anni che passano, con le situazioni che si trasformano, con le esigenze che mutano in noi e attorno a noi. È questa una delle esperienze fatte in comunità in quest’ultimo mese. L’anzianità dei genitori, la salute di alcune sorelle e le conseguenti cure e visite mediche necessarie, sono state le motivazioni che per qualche settimana ci hanno fatto ritrovare sedute in refettorio… tutte attorno a un tavolo! Sorprendente, certo, e anche un po’ sconcertante per noi, abituate a occupare quattro tavoli!! Questo ci ha offerto la possibilità di vivere l’essenzialità degli spazi, la malleabilità nei confronti delle complessità e delle imprevedibilità del reale, la stretta collaborazione tra sorelle, la prontezza nel sostituirci nei vari servizi, l’esperienza del “piccolo gregge” a cui il Signore ripete: “Non temere, è parte della vita, vai avanti!”.

Una giornata storica

Davvero una giornata storica quella del 16 maggio 2026! Per vari motivi: perché si è parlato di storia, storia del Medioevo cortonese e della presenza religiosa femminile – ovvero della comunità di sorelle da cui abbiamo ereditato la forma di vita – in questa bellissima terra; perché ha realizzato il desiderio di vedere messe in ordine le vicende che hanno caratterizzato gli inizi della presenza clariana a Cortona; perché ha dato ancor più concretezza al legame tra il nostro monastero e la città in cui viviamo, in un Convegno organizzato dall’Accademia etrusca di Cortona e dal Centro studi frate Elia; perché nel salone della nostra foresteria sono stati presenti nello stesso momento molti tra i maggiori studiosi di francescanesimo nelle sue varie sfaccettature: oltre agli “amici” che hanno concretamente studiato il nostro monastero, abbiamo ospitato Alessandra Bartolomei Romagnoli, Alfonso Marini, Attilio Bartoli Langeli, fr. Aleksander Horowski, Michele Pellegrini e tanti altri. Un sogno che si realizza e che, nella fedeltà quotidiana al Vangelo, ci rilancia in avanti: siamo sempre più consapevoli che guardare al passato ha valore nella misura in cui chiarisce a noi stesse chi siamo, da dove veniamo e dove, soprattutto, siamo dirette. Un grazie immenso a chi, in vario modo, fa parte della nostra storia e ci lascia essere parte della sua.

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Le sorelle attendano a ciò che sopra ogni cosa debbono desiderare:

avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione

                           Santa Chiara

 

Nella comunione rinnovata e resa feconda

          dalla presenza creatrice dello Spirito Santo,

il nostro augurio di tutto il Bene.

Le vostre sorelle clarisse