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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
Nei primi giorni del nuovo anno, la liturgia ci propone un’antica preghiera:
«O Signore e Dio nostro, fa’ brillare il tuo volto su di noi, perché possiamo godere dei tuoi beni nella pace. […] Dona la concordia e la pace a noi e a tutti gli abitanti della terra» (papa Clemente I).
Se «il contrasto tra tenebre e luce è un’esperienza che ci attraversa e ci sconvolge in rapporto alle prove che incontriamo», sappiamo che la luce «per molte vie sa aprirsi un varco nel cuore di ogni essere umano»
e che la pace «ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince».
La trama del vivere quotidiano, con le sue piccole e grandi opportunità, sia tessuta sull’ordito di questa verità,
che papa Leone ricorda nel suo messaggio per il 1° gennaio 2026
(cf. https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/peace/documents/20251208-messaggio-pace.html)
e che ci auguriamo a vicenda perché, insieme, possiamo darle forma.
Necrologio
Già da un anno mi ero proposta per ricopiare l’agenda del necrologio, ma soltanto pochi giorni fa ho iniziato l’impresa. Bisogna sapere che le Sorelle Clarisse, e i Frati Minori pure, ogni giorno pregano per i fratelli e le sorelle defunti, come chiedono S. Francesco e S. Chiara. Noi lo facciamo alla sera concludendo la benedizione della cena con il ricordo delle Sorelle, vissute nella nostra Comunità, che sono morte nel giorno successivo: “Il [data] riposò/riposarono nel Signore sr. [N.N.]. Accogli, Signore, nella gioiosa comunione del paradiso lei/loro e tutte le Sorelle che ci hanno preceduto nel cammino della fede”. Su un’agenda del 1964, sr. Maria Clara Amico aveva trascritto i vari nomi con la penna stilografica blu. Di qualcuna è annotato anche qualche particolare della vita, delle virtù, delle circostanze della morte. Via via, altri nomi sono stati aggiunti e ora trascriviamo tutto in un file di word. Cambiano i tempi e quindi le tecniche, ma non solo: i nomi trascritti fino al 1964 sono seguiti dall’indicazione ‘corale’ o ‘conversa’, ovvero una delle due possibili ‘categorie’ di Sorelle, con diversi diritti e doveri, abolite dal Concilio Vaticano II. Ciò che non cambia, però, e che la preghiera ravviva, è il legame indistruttibile che lo Spirito Santo crea tra coloro che, ancora pellegrini o già nella gloria, sono uno in Cristo Gesù.
Un Bambino
Dopo l’Epifania cominciamo a disfare i presepi preparati qua e là nel monastero. Ritrovo la scatola vuota e vi ripongo i vari personaggi, provando tanta gratitudine per loro che ogni anno ci fanno riscoprire e rivedere il mistero del Natale. Prendo in mano i magi con la stella che li ha guidati da lontano; poi i pastori, che nella notte si sono messi in cammino con i loro greggi; ecco Maria e Giuseppe, che hanno creduto all’annuncio dell’angelo; infine, il Bambino, compimento della promessa di Dio. Li riavvolgo uno ad uno nella carta di giornale soffermandomi sui loro volti. Guardo i loro occhi: che cosa videro magi e pastori? Cosa videro Maria e Giuseppe? “Un bambino, soltanto un bambino!”, mi viene istintivamente da dire. Tutti loro, probabilmente, si aspettavano qualcosa di diverso, oppure che quell’evento atteso accadesse in maniera diversa. Chissà! Mentre chiudo la scatola, penso alle mie attese disattese di fronte alla realtà che la vita mi propone; penso alle delusioni che provo quando le cose non vanno come vorrei e mi chiedo: saprò vedere in quel Bambino, che anche a me viene donato nelle diverse, piccole e fragili occasioni di ogni giorno, il mistero di un Dio che “ama racchiudere il grande nel piccolo, l’universo nell’atomo, l’albero nel seme, l’uomo nell’embrione, la farfalla nel bruco, l’eternità nell’attimo, l’amore in un cuore, se stesso in noi” (Ferruccio Parrinello)? Accolgo la sfida per cominciare a muovere i primi passi nel nuovo anno!
Lo “sbriciolo”
Dopo aver scritto il mio piccolo articolo sull’asciugo due mesi fa, una sorella mi ha chiesto: “E su che cosa sarà il prossimo articolo? Sullo sbriciolo?”. Io non capivo perché avrei dovuto scrivere qualcosa sullo sbriciolo – non lo facevo spesso e non avevo niente da dire su questo tema. Alcune settimane dopo, però, ho capito: anche questa parola non esiste! Era una scoperta sconvolgente. Mi sembrava sempre così semplice: briciole = pezzi di cibo che rimangono, briciolare = creare briciole, lo sbriciolo/sbriciolare = mettere via le briciole. La cosa bella è che posso dire che linguisticamente mi sono integrata bene nella comunità. E adesso ciò che ho da dire su questo servizio: con la nuova cassetta futuristica, appena comprata, mi sento come un’astronauta che attraversa l’universo raccogliendo asteroidi. Mi piace quando trovo qualcosa di bello in servizi così piccoli e poco speciali e quando, invece di percepirli come noiosi o come servizi che vanno semplicemente fatti e basta, mi fa piacere dare il mio piccolo contributo alla vita comunitaria. Per questo, però, in alcuni casi serve un po’ di immaginazione, ma non dà fastidio a nessuno quando volo in refettorio come un razzo in caccia di asteroidi…
Uccelli
Nella mia vita, ci sono degli eventi che non dimentico e ogni tanto si riaffacciano alla mente.
Accadde qualche anno fa. Sul tetto che copre una parte del monastero – un tetto molto lungo – una gran quantità di uccelli trovò il luogo adatto per fermarsi a riposare. Erano uccelli migratori. Tutto il tetto era coperto dai loro esili corpicciuoli, stretti l’uno vicino all’altro, tanto da non lasciar vedere neppure una tegola!!
Che visione meravigliosa, stupenda! Quello spettacolo mi fece nascere un pensiero: anch’io, in un certo senso, sono in volo, emigro giorno dopo giorno – e il tempo passa così velocemente… Ogni tanto mi fa bene fermarmi e riposare, come gli uccelli, chiedermi che direzione sto dando alla mia vita e poi prendere nuovo slancio nel volo. Non esisto per rimanere ferma quaggiù: ho un fine molto più alto e bello. Dio mi desidera, mi aspetta per rendermi partecipe della Sua felicità!
Gestazione alla Vita
Dopo essere arrivato con la sua coinvolgente, speciale atmosfera, il tempo natalizio è ‘volato’. Alla fine di tutto questo però non proviamo dispiacere, no, perché le giornate si allungano, il sole ci tiene più compagnia e c’è quasi aria di primavera! Anche il Calicantus, con la sua fioritura proprio in questo mese, con il suo incantevole profumo, ci ricorda verso dove siamo indirizzati: fiorire in pienezza è il nostro destino! La preparazione è lunga, occorre anche l’inverno, il freddo… ma è tutta una gestazione alla Vita.
Il nostro pino
Qualche tempo fa, mi sono trovata al CUP dell’ospedale della Fratta e, mentre aspettavo il mio turno, la mia attenzione è stata attirata da un quadro che riproduceva Cortona vista dalla Val di Chiana. Sorpresa e nostalgia! Nel quadro era dipinto anche il nostro grande pino! Fino a qualche anno fa, infatti, in fondo al nostro orto, si ergeva un pino ultracentenario, con la chioma a ombrello. Era così grande che era segnato anche sulle carte paesaggistiche e arrivando in treno da Castiglion Fiorentino si vedeva da lontano, preannunciando l’arrivo all’amata Cortona. Vedevi il pino, sapevi che lì c’era il monastero, le sorelle. Il pino era una “presenza” amica anche per i nostri amici e parenti e per tutti i cortonesi. Per tutti è stato un dispiacere quando si è reso necessario abbatterlo perché minacciava di cadere. Che emozione rivederlo lì al suo posto, dipinto in quel quadro!
Il Signore ci donò il beatissimo padre nostro Francesco come fondatore,
piantatore e cooperatore nostro nel servizio di Cristo.
Santa Chiara
A ciascuna e a ciascuno,
il Signore dia pace!
In comunione di preghiera,
Le vostre sorelle clarisse