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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
“La fede ci invita a leggere questa realtà come una chiamata”.
La realtà a cui papa Leone, nell’enciclica Magnifica Humanitas (n. 74) si sta riferendo è la “solidarietà di fatto” che globalizzazione e sviluppo della rete hanno determinato.
Non si può, forse, percepire la chiamata di Dio in ogni realtà?
Nella realtà, nella storia, Dio ci ama, ci parla, ci chiama.
Quale parola ci sta rivolgendo oggi attraverso le piccole storie che ci raccontiamo?
A ciascuno auguriamo ‘buon ascolto’!
Fragilità
Mi è capitato ultimamente di andare in ospedale per visitare un genitore anziano e questa esperienza ha suscitato in me molte riflessioni.
Vedere l’estrema fragilità degli anziani mi dice: Fermati. Ascolta, con gli occhi e col cuore. Vai all’essenziale. Rallenta il ritmo per stare accanto, per accorgerti di ciò che davvero vale: amare, anche con sacrificio, con quello che si è, come si è capaci.
Immergiti nella preghiera per raggiungere con la tua impotenza le solitudini e le fragilità umanamente irraggiungibili. Riscopri il valore di esserci anche quando non puoi fare nulla.
Come è importante fermarsi accanto ai nostri anziani, semplicemente, e non lasciarli soli! Ho visto queste persone, fuori dal grande palcoscenico del mondo che si agita, affidarsi a Dio con fiducia incrollabile e offrire a lui il loro dolore, la paura… Quanto sono preziose agli occhi di Dio, Signore della Vita, di ogni stagione della vita!
Guardando Francesco
Entrare nella chiesa del nostro monastero, riandare con la mente ai ricordi della zia clarissa – gli incontri con lei, le sue parole… – e avvertire l’esigenza, l’imperativo quasi, di raccontare Francesco d’Assisi. Successe anni fa a Marco Tavanti, sociologo e teologo, professore di leadership e sostenibilità alla School of Management dell’Università di San Francisco, che è vissuto e vive negli Stati Uniti, ma le cui radici affondano in terra aretina. La conoscenza “familiare” del Poverello di Assisi, approfondita con la ricerca storica, e le sue competenze professionali si sono incontrate e ne è nato un corposo volume, “Siamo Francesco”, sette lezioni di leadership umanistica. Esse prendono avvio dall’esperienza evangelica di Francesco e cercano di far emergere suggestioni e indicazioni per una leadership che punti all’inclusione, a favorire relazioni sane, a promuovere il bene integrale di tutti e di ciascuno. Di questo e di altro abbiamo parlato insieme, in un caldo pomeriggio di luglio.
L’arte di regalare
Quando ero bambina era di moda regalare oggetti, poi la tendenza è cambiata sempre di più verso “Io non regalo cose perché tutti hanno già tutto, io regalo: esperienze!”, cioè un’attività, qualcosa da vivere insieme. E in monastero?
Per il compleanno di una sorella c’è spesso un dolce, o un pranzo che le piace, e un po’ di decorazione al suo posto in refettorio. Ma quello che all’inizio mi colpiva di più, mentre con un’altra sorella facevo la decorazione in refettorio prima della colazione, era l’approccio: Le regaliamo ciò che le appartiene già! Le mettiamo le sue cose preferite sul tavolo, tutte insieme, niente di nuovo, ma tutto riunito in un intreccio elegante e festoso. E: “Mettiamo anche questi!”, cioè, in mezzo a tutto, quel tipo di biscotti che mangia solo lei, ogni giorno (e dove non ci sarebbe nessun “bisogno” di regalarglieli, quei biscotti, perché ce ne sono tanti e perché appunto è l’unica che li mangia).
È bello quando l’attenzione non è tanto su “regalare qualcosa di nuovo”, ma piuttosto sul pensiero di “come mettiamo cosa” per far piacere alla sorella. Fra tutta l’abbondanza che abbiamo e che varia di continuo, lo sappiamo che cosa le piace di più?
Figlie e figli di Dio
Da anni aspettavamo don Luca: il tema dei suoi studi ci ha sempre sollecitate e, da tempo, desideravamo ascoltarlo e confrontarci con lui. È accaduto a fine luglio.
Figlie e figli di Dio. Uguaglianza battesimale e differenza sessuale, è il titolo della sua tesi dottorale (pubblicata da Queriniana), ed è stato anche quello dei nostri incontri.
Don Luca ha condiviso i suoi studi e le sue riflessioni portando la nostra attenzione sull’invisibilità e la subordinazione che le donne hanno vissuto e vivono nella Chiesa. “Ma ora si son fatte sentire!”, ci ha detto, domandandosi: “Ma quello che le donne realmente chiedono è stato capito e accolto?”. La risposta, evidentemente, non può essere positiva, sebbene molte teologhe e bibliste ormai siano voci autorevoli e forti. Eppure, il Battesimo unisce tutti i credenti e le credenti, azzerando, di fatto, i privilegi di ruolo: siamo “semplicemente” uno in Cristo, tutti figli.
La strada da percorrere, secondo don Luca, è quella di riconoscere l’uguale dignità di ciascuno, la stessa salvezza offerta a tutti. Siamo popolo, tutti e tutte, in cammino. Confidiamo in un futuro dove i laici, ovvero la stragrande maggioranza dei credenti, quindi anche le donne, che statisticamente sono in numero superiore, portino nella Chiesa la loro peculiare ricchezza.
Come una stella
Proprio come i raggi luminosi di una stella, sono venuti a visitarci alcuni genitori di ‘Cometa’, associazione che riunisce coppie che scelgono di vivere insieme occupandosi non solo dei loro figli naturali, ma anche di bimbi in affido o adottati. “I genitori sono i veri eroi del nostro tempo“, disse una volta Papa Francesco in una delle sue catechesi dedicate alla famiglia. Sono parole che colgono perfettamente nel segno il ‘cuore’ di questa splendida realtà in cui l’Amore disinteressato, la cura, la generosità, la gioia, la speranza, la fiducia, sono pane quotidiano nella fatica di una dedizione appassionata e veramente eroica. I volti di piccoli (più di una ventina) e grandi, le situazioni di vita che ci hanno raccontato, tutto è rimasto impresso nei nostri cuori; lo portiamo a Dio nella preghiera, mentre il sorriso dei bimbi continua ad allietare, nella memoria, il ricordo di questo specialissimo incontro.
L’arte del recupero riaccende la speranza
In questi giorni in cui si suda anche solo a respirare, una nostra sorella, novella Archimede!, ha avuto un’idea: fa caldo? Ecco i ventilatori! Non quelli che si comprano, ma… le ventole dei computer sostituiti di recente grazie al dono di un nostro caro amico, tolte dal case del pc e collegate con una presa da 12 volt. Il raggio d’azione è limitato, ma se te le metti vicino è tutta un’altra vita! La celebre frase “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” ha trovato una nuova applicazione. Del resto, fa così anche il Signore, se ci abbandoniamo a lui: quando siamo un po’ ‘scassati’, per la malattia, la vecchiaia o altro, ci prende fra le sue mani e, qualunque sia la nostra condizione, ci rende utili per gli altri, capaci di dar una ventata di ‘refrigerio’ a chi ne ha bisogno. In altre parole, ci fa ripartire come creature nuove trasformandoci dall’interno.
Partecipazione
Simpatici fiori vivaci e variopinti, dolci gustosi, messaggi, sorrisi, saluti, auguri … piccole cose che ci hanno parlato di partecipazione, di condivisione, di affetto sincero. Il Capitolo elettivo della madre e del suo consiglio è un momento importante della vita della comunità, una sosta e una ripartenza che noi sorelle celebriamo ogni tre anni. Attraverso piccoli gesti abbiamo compreso, ancora una volta, che non è un fatto che riguarda solo noi sorelle; siamo inserite in una realtà che partecipa con noi, che condivide con noi i passi quotidiani del cammino della vita e dei suoi eventi. Grazie a tutti.
Dietro le quinte
Anche quest’anno la marcia francescana è passata da Cortona. Avendo tempi molto stretti, i ragazzi non hanno potuto fare una sosta da noi. Ma, forse, mai come questa volta abbiamo “partecipato” al loro cammino verso Assisi per incontrare e fare esperienza di misericordia. Come? Ospitando nella nostra foresteria il “gruppo cucina”. Cinque giovani di varia provenienza e due frati Minori hanno fatto base da noi cucinando e raggiungendo di volta in volta i marciatori ad Anghiari, a Palazzo del Pero, a Santa Margherita, a Castiglion del Lago. Con loro abbiamo condiviso l’Eucaristia che l’ultimo giorno abbiamo concluso con un breve momento di conoscenza. Il gruppo cucina, che ha vissuto la marcia dietro le quinte per la preparazione dei pasti, ci ha “parlato” di come ciò che spesso ci fa procedere – dandoci nutrimento e forza – non sempre è così vistoso…
Chiara: un nome e un destino di luce
Il giorno 11 agosto abbiamo commemorato il ritorno al Padre di S. Chiara, la nostra fondatrice. Chiara ha vissuto una vita semplice, ma intensa, unita a Dio, lasciandoci un esempio luminoso. Chiara ha seguito le orme di S. Francesco. Nelle preghiere che di lui conserviamo, una mi sembra rifletta proprio l’ideale che ha guidato la vita di Chiara. Onnipotente, eterno, misericordioso Dio: Chiara è vissuta nella lode e nel ringraziamento per i tanti doni ricevuti dal Padre delle misericordie. Concedi a noi di fare ciò che tu vuoi e di volere sempre ciò che a te piace: Chiara ci insegna ad accettare ogni evento dalle mani e dal cuore del Padre. …perché possiamo seguire le orme del tuo dilettissimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo: la vita di Gesù inebriava Chiara, in particolare la sua passione e il suo voler rimanere sempre con noi nell’Eucaristia. …e con l’aiuto della tua sola grazia giungere a Te: il nostro fine è il Padre, la sua bellezza e il suo amore senza limiti ci avvolgerà come luce. S. Chiara, prega per noi e aiutaci a rivolgere lo sguardo a Lui, perché “nella sua luce vediamo la luce”.
Chiara fu vasello di umiltà, arca di castità, fuoco di carità, dolcezza di bontà, fortezza di pazienza, mediatrice di pace e comunione d’amicizia: mite nelle parole, dolce nell’azione e in tutto amabile e gradita.
papa Alessandro IV, Bolla di canonizzazione di Santa Chiara
Lieti nella speranza,
proseguiamo insieme
guardando verso la stessa meta.
Le vostre sorelle clarisse