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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
I giorni di metà agosto ricevono una colorazione speciale di gioia e di gratitudine scoprendoci ancora in compagnia di due donne: Chiara (11 agosto) e Maria (15 agosto). Proprio guardando a Chiara e a Maria, i Ministri generali francescani ci aiutano a ravvivare la consapevolezza di ‘chi siamo’, non soltanto noi Sorelle Povere, ma chiunque viva in Cristo per la grazia del battesimo.
Vi offriamo alcune loro parole in apertura delle nostre brevi ‘notizie’.
“Francesco considera la vita di Chiara e delle sue sorelle come una continuazione dell’esperienza di Maria:
la figlia e ancella per eccellenza del Padre, la Sposa dello Spirito Santo e la discepola più perfetta di Cristo
in modo tale che quelle che cercano di perseverare sino alla fine nella sequela della vita e della povertà dell’altissimo Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre, sono destinate a partecipare dello stesso destino della Madre di Dio:
diventare regine incoronate in cielo con la «Signora Santa Regina».
Care Sorelle, che in quest’anno giubilare della speranza possiate rinnovare la fede in questa grande speranza di partecipare della pienezza della vita in Dio, nella quale Maria vi ha preceduto, percorrendo in questo mondo la sua stessa via: quella dell’obbedienza, della povertà, del servizio”.
(Lettera dei Ministri generali in occasione della solennità di S. Chiara, 11.08.2025)
Nel tempo
Il Signore mi ha messo in questo universo grande e bello. Se guardo il firmamento, ammiro la sua bellezza… E le montagne, alte, maestose, stabili… E gli oceani, immensi, profondi… Com’è grande la creazione!
In questo mondo, ferito eppure meraviglioso, il Signore ha dato l’esistenza anche a me. E io rimango qui per un periodo di tempo, durante il quale mi preparo all’incontro con Lui a faccia a faccia, e poi sarò sempre con il Signore. Debbo riconoscere, allora, il valore della mia vita, la preziosità del tempo che il Signore mi concede. Valorizzare ogni giorno, ogni minuto, offrendo a lui le azioni che compio, le opere buone, le gioie e i dolori, le difficoltà… Non sono mai sola: questa è una certezza. Difatti lui stesso ha detto: “Sarò con voi fino alla fine dei tempi”.
La piccola ‘insegnante’
Non è affatto usuale per una Sorella Povera di S. Chiara trovarsi in braccio una piccola creatura di tre mesi! Fu per pochi minuti, che probabilmente per lei resteranno intrecciati con altri nel suo patrimonio inconscio; per me invece, già incamminata nell’età anziana, hanno costituito un’opportunità preziosa e, per certi aspetti, sorprendente. D’istinto, quando l’ho sentita ospitata tra le mie braccia intrecciate come in una culla, mi è salita sulle labbra una canzone, imparata da adolescente non ricordo dove, che esprime la gratitudine al Signore per il dono di una nuova giornata e la gioia di appartenergli. Mentre la cantavo ninnando la piccina, desideravo che quella espressa nel canto fosse anche la sua esperienza nella vita. E lei a poco a poco ha smesso di guardarsi attorno e ha fissato i suoi occhioni nei miei, attenta ai gesti, protesa alla voce. In quel momento, mi ha fatto vedere come stare in ascolto della Parola del Signore, in qualunque forma mi sia rivolta… Grazie, Maria Chiara!
La grazia di essere sorelle
In questi ultimi mesi il grande portone, da cui si accede all’interno della clausura, si è aperto più volte come un abbraccio per accogliere delle sorelle; e sono stati fraterni abbracci, allegre risate, semplici conversazioni. Chissà se fra Tommaso da Celano, il primo biografo di San Francesco, avrebbe scritto anche degli incontri tra noi Sorelle Povere di oggi, come dei Frati Minori di un tempo, che: “ogni volta che in qualche luogo si incontravano, era una vera esplosione del loro affetto spirituale, il solo amore che sopra ogni altro amore è fonte di vera carità fraterna”? Mi piace pensarlo, perché la gioia di sentirsi parte di una unica Famiglia ci porta sempre a fare festa ogni volta che ci capita di aprire le porte di casa nostra a sorelle di altre comunità. Alcuni corsi organizzati dalla nostra Federazione, ce ne hanno offerto recentemente l’occasione, essendosi svolti a Cortona nella foresteria del convento dei frati di S. Margherita: in un pomeriggio di ogni corso, le partecipanti sono scese al nostro monastero per un momento di fraternità e per celebrare insieme i Vespri. Gesti semplici, che ci fanno costruire e rinsaldare legami di comunione.
Luca
Con semplicità e discrezione, animato da spirito francescano, anche quest’anno il nostro amico Luca, esperto autista di pullman nella città di Brescia, è sceso in Toscana per alcuni giorni di riposo trascorsi camminando lungo i bei percorsi offerti dalla collina di Cortona e… lavorando: sì, perché per lui è un riposo prestare la sua preziosa manodopera per le nostre necessità. Noi, felici, lo ringraziamo e benediciamo il Signore! E il Signore ha sorriso a Luca inviandogli insolite, fresche giornate di fine luglio, l’ideale per ‘rendere’ al meglio: dalle sue abili mani sono infatti ‘risorti’ i vecchi scaffali da biblioteca emersi dalla cantina, dove erano in deposito da anni, liberati dagli attacchi di ruggine e rivestiti a nuovo grazie alle pennellate di vernice applicate con estrema precisione. Grazie, Luca, la nostra nuova stanza adibita a biblioteca ci ricorderà sempre la tua gentilezza, la tua generosità, la tua amicizia
Tra passato e futuro vivendo il presente
Qualche anno fa, proprio in questi giorni, morì all’improvviso sr. Bianca. Aveva la passione del chiacchierino e nel tempo ha preparato camici, tovaglie per l’altare e quant’altro. Amava regalare i suoi capolavori, che sono sparsi ovunque, persino in Terra Santa!
Intrecciata con il chiacchierino, la sua preghiera: mentre lavorava, pregava per il frate a cui era destinato il camice, oppure si immergeva nella memoria di luoghi cari e carichi di significato (la Verna, il Getsemani…). Quando ci ha lasciate, stava preparando una tovaglia nuova per festeggiare il suo cinquantesimo anniversario di professione, che si sarebbe compiuto proprio quest’anno. Che peccato lasciare a metà un tale lavoro e perdere il tesoro di quest’arte che, fra noi, solo lei conosceva.
All’improvviso un’idea un po’ folle: imparare! Così, dopo due anni di “tirocinio”, con un po’ di timore ho messo mano alla sua tovaglia… che finalmente è compiuta, e proprio per la festa di santa Chiara!
Insieme alla nostra aspirante, che ha contribuito all’impresa attaccando il pizzo alla stoffa, con una certa emozione l’ho posta sull’altare, ricordando sr. Bianca, nell’anno speciale del nostro centenario, creando idealmente un ponte tra chi ci ha preceduto e le sorelle che – si spera – verranno, “intrecciando” nei nodi di chiacchierino la gratitudine per ciò che nell’oggi il Signore ci dona.
L’amore accolto
“L’amore va accolto”. Riflettendo sulla Parola di Dio proclamata nella Celebrazione Eucaristica, il vescovo Andrea ha sintetizzato così il messaggio affidatoci da S. Chiara nel giorno della sua festa. Una numerosa e colorata assemblea era in ascolto, attratta da questa donna la cui esistenza “è il racconto di come l’amore accolto basta, fa vivere, riempie il cuore e la vita”.
Quello di Chiara non fu un ‘cammino in solitaria’: ben presto molte furono “adunate” con lei a S. Damiano “de multe parte et province”, per dirla con le parole rivolte da S. Francesco alle “poverelle dal Signore vocate” in un canto composto in volgare italiano proprio 800 anni fa. L’amore, vissuto ed espresso in forme differenti nelle diverse culture, germoglia dall’unica e medesima radice della carità fraterna, manifestata specialmente nella cura per chi soffre angustia e infermità: lo ha ricordato fr. Livio, ministro provinciale dei Frati Minori di Toscana, durante la celebrazione del Transito di S. Chiara e dei Vespri. Ancora tanti amici erano con noi nel caldo pomeriggio, a testimoniare quanto è prezioso avere Chiara d’Assisi per compagna di viaggio, poiché ci fa vedere come, accogliendo l’amore del Signore, si riceve e si dona un frutto che è la Vita stessa.
Io, Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco,
prego il Signore nostro Gesù Cristo, per sua misericordia
e per l’intercessione della sua santissima madre santa Maria,
affinché il Padre celeste vi doni e vi confermi la sua santissima benedizione in cielo e in terra..
Santa Chiara
Custoditi dall’amore materno di Maria,
continuiamo a camminare
guardando insieme alla meta che lei ci indica,
quella pienezza di Vita in cui lei già dimora!
Le vostre sorelle clarisse