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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
Ottobre ci sta offrendo la compagnia di tanti che, come dice la liturgia, “ci hanno preceduto nel segno della fede”. Pensiamo prima di tutto al nostro fratello e padre Francesco d’Assisi, ma anche a Teresa di Lisieux e Teresa d’Avila che ci offrono la sapienza del Carmelo, a Luca evangelista e Simone e Giuda apostoli che ci riportano agli inizi delle comunità cristiane… Con loro tanti altri. “Ciascun santo è un messaggio che lo Spirito Santo trae dalla ricchezza di Gesù Cristo e dona al suo popolo” e “tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova” (papa Francesco nella lettera Gaudete ed exsultate).
Apriamo la finestra su qualche ‘occupazione’ che ci ha viste coinvolte nelle scorse settimane.
Buona lettura!
The CHOSEN
Un amico ce ne aveva parlato, regalandoci pure una pendrive con alcuni episodi. Così, una domenica sera abbiamo iniziato a guardarne il primo… e poi quello con The CHOSEN è diventato l’appuntamento atteso di ogni domenica sera, se possibile. The Chosen o The chosen? Com’è intrigante, questo titolo! Si parla dell’Eletto o degli eletti? Di Colui che è stato scelto fin dall’eternità o di coloro che sono stati scelti in lui e da lui? O di entrambi? Questa serie ci sta provocando a riandare ai testi evangelici con particolare profondità, per i legami che tesse tra Primo e Nuovo Testamento e tra le narrazioni di quest’ultimo, stimolando letture possibili o verosimili e immaginazioni che aiutano a ‘entrare’ nella Parola. Basterebbe lasciarsi prendere dal movimento dei pesci della sigla iniziale: sto cambiando direzione al mio vivere per seguire l’unico pesce azzurro, dietro al quale anche il mio grigiore si colora?
Con gli occhi della decana
Contemplando il cielo e tutta la natura che mi circonda, mi viene spontaneo esclamare: Quante cose belle ha creato il Signore per noi! Anche pensando a me stessa, constato: Sono un suo capolavoro!
Davvero sono tanti i doni che Dio mi ha dato: la vita e i diversi sensi: l’udito per ascoltare i suoni e le parole, la vista per ammirare le sue bellezze… e poi la capacità di pensare, la possibilità di esprimere i miei pensieri e di compiere tante azioni belle, buone e che fanno del bene ad altri…
Come non ringraziare il Signore per tanta prodigalità?
Come uno strumento musicale
Avete mai pensato al nostro corpo come a uno strumento musicale? Ebbene, sì! Siamo un magnifico strumento a fiato, ognuno di noi con un timbro unico: quello della nostra voce! Di solito viene da pensare che il canto sia solo una questione di corde vocali e buoni polmoni, in realtà tutto il nostro corpo è coinvolto in quest’arte, che diletta gli orecchi e tocca i cuori.
È quanto cominciamo ad imparare insieme grazie a una cara amica, Catharina, insegnante di canto, che abbiamo rivisto con gioia dopo tanti anni, quando alcune di noi avevano partecipato ai brevi corsi di canto da lei tenuti nell’ambito del Festival di musica sacra, ne avevano apprezzato la bravura e avevano imparato qualcosa per cantare un po’ meglio e non rovinare la voce. Adesso le abbiamo chiesto di venire per noi e insegnarci a cantare. Cantiamo tutti i giorni nella liturgia e ci piacerebbe imparare a “suonare il nostro strumento” senza sciuparlo, per restituire a Dio questo suo dono facendo delle nostre voci un’armoniosa lode a lui.
Abbiamo cominciato una nuova “avventura” e questa volta lo facciamo tutte insieme!
Qui a casa nostra
Il 22 settembre u.s., presso il Santuario di Santa Margherita, l’appuntamento era per l’ora del pranzo: iniziava il corso per le sorelle Madri della nostra Federazione, Lazio-Toscana.
Noi che restavamo in monastero eravamo già contente che le sorelle degli altri monasteri fossero così vicine… in discesa dieci minuti a piedi, in salita un po’ di più a seconda “della gamba”. Nel cuore nutrivamo la speranza di ricevere una loro visita, ma sapevamo che i loro tempi di pausa erano stretti.
Alle 15.40 di quella domenica, invece, una telefonata della Madre: “Fra 45’ scendiamo tutte insieme a salutarvi”. Che gioia, dopo tanto tempo, rivederci e riabbracciarci, ritrovarci qui “a casa nostra”, accompagnare le sorelle a visitare i diversi luoghi del monastero compreso il giardino illuminato dai colori d’inizio autunno, godendo e ringraziando insieme del panorama spettacolare che da quassù abbiamo in dono e custodia.
È stato un pomeriggio bello, anzi bellissimo perché condiviso. È proprio vero: alla bellezza non bisogna mai abituarsi, come anche alla gioia insostituibile dell’incontro personale! Quanto sono importanti queste occasioni per crescere nella comunione fraterna e nella gioia di essere sorelle!!
Giorno dopo giorno
Lo scorrere dei giorni mi insegna ad essere grata per ciò che mi è stato donato e a guardare oltre, con stupore e desiderio, a ciò che mi sarà ancora, inaspettatamente, offerto, perché, come ci ricorda la Scrittura: Non si è accorciato il braccio del Signore (cfr. Nm 11,23).
Gli anni passano e, a seconda dell’età della vita, racchiudono in sé un loro proprio ritmo. All’apparente lentezza dell’adolescenza e della giovinezza, si avvicenda la velocità incalzante dell’età adulta, ma in ogni stagione i nostri giorni fluiscono sempre nell’attesa. Un’attesa in un primo tempo vissuta come un fine da conquistare e sperimentare, poi, quando le mete sono raggiunte e perfino… oltrepassate, diventa uno spazio di vita da vivere ancora in modo ancora più completo. L’attesa si colora di tinte nuove, più tenui ma non meno marcate, e ci spinge verso un orizzonte diverso, senza confini; camminiamo verso l’eternità, quella per cui siamo stati creati fin dal principio.
Perché il transito
Il 3 ottobre 1226 Francesco d’Assisi concludeva la sua esperienza terrena. Da allora, noi francescani, ogni 3 ottobre, ricordiamo questo evento. Perché? Perché guardare a come Francesco attraversa la morte fa bene alla nostra vita.
Francesco accoglie ciò che ci fa più paura nella letizia, motivata da una fiduciosa certezza che si tratti di un “transito”, di un passaggio, verso il Padre. Per questo, anche in questo momento, Francesco lo loda per “Sora morte corporale”!
La via della povertà, vissuta attraverso continue spoliazioni, è qui al gradino più alto. E Francesco ci mostra che è quella giusta.
Anche noi, quest’anno come ogni anno, abbiamo celebrato il Transito del beato padre San Francesco. Come nostra consuetudine lo abbiamo fatto attraverso un testo preparato da noi e condiviso con molti fratelli e sorelle. Probabilmente anche con voi che state leggendo queste notizie.
“Per noi il Figlio di Dio si è fatto via,
che ci mostrò e insegnò
con la parola e con l’esempio
il beatissimo padre nostro Francesco,
di lui vero amante e imitatore”.
(Santa Chiara)
Sempre portandoti nella nostra preghiera,
ti ringraziamo per la tua presenza!
Le tue sorelle clarisse