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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
«In quest’ora della sera / da questo bel punto del mondo
Ringraziare desidero il divino / labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature / che compongono questo universo singolare
ringraziare desidero per l’amore, / che ci fa vedere gli altri / come li vede la divinità…».
Sono soltanto i primi di una lunga litania di versi di Mariangela Gualtieri: una poesia straordinaria conosciuta grazie a una giovane amica incontrata recentemente e che bene rende ragione anche del nostro ormai consueto appuntamento di metà mese.
Sì, desideriamo ringraziare per quanto ci è stato donato nelle scorse settimane e lo facciamo rendendovene partecipi, sia pur nella brevità di una notizia.
Desideriamo ringraziare per coloro che hanno reso questi frammenti di esistenza qualcosa di integro, che rimane, perché vissuto nell’amore.
Desideriamo ringraziare perché, in mille inattese circostanze, i nostri occhi sono stati aperti dalla luce dello Spirito che ci fa vedere la realtà, tutta la realtà, con lo sguardo del Padre e ce ne disvela la presenza.
Buona lettura!
Esperienze formative
La formazione è una questione importante: ascoltare contenuti nuovi, guardare da punti di vista diversi, accende la nostra vita!
Per questo motivo, in ottobre, siamo uscite dal monastero in tre: due sorelle sono andate ad Ariccia (Rm) a un corso sul tema dell’ecologia integrale organizzato dalle nostre sorelle della Federazione Marche-Abruzzo, io che scrivo sono partita la settimana successiva per la Capitale, per un corso organizzato dalla Federazione alla quale apparteniamo. Il tema era la femminilità ed è stato approfondito prima da un punto di vista psicologico e poi biblico.
Entrambe sono state esperienze tanto positive, veramente formative!
Una felice sorpresa, che mi ha suscitato anche simpatia, è stata lo scoprire che le caratteristiche tipiche del femminile, come la profondità, la capacità riflessiva e quella di accogliere i cambiamenti (e molto altro), sono tratti che possiamo trovare anche nelle donne bibliche, a partire da quelle dell’Antico Testamento. Lascio a voi la curiosità di conoscere la storia di donne come Sara, Rachele, Rebecca, Abigàil, fino alla vergine Maria e di molte altre matriarche e profetesse, per scoprire che erano tutto fuorché subordinate, ma donne in ascolto, decise, determinate. Fondative.
Ospitalità e opportunità
Il Signore ha detto: “Quello che fate agli altri, lo considero fatto a me”.
Da alcune settimane, due sorelle nigeriane sono con noi, nostre ospiti per qualche tempo. È un dono da parte di Dio, per me, perché la loro presenza mi offre l’occasione di manifestare a Lui il mio amore con una rinnovata concretezza. Sento nascere nel cuore un inno di ringraziamento perché Egli mi dà questa opportunità di incontro, di dono, di comunione che si rafforza nel condividere la vita ordinaria. Sia tutto a lode e gloria sua.
I suoni del monastero
Sono al monastero di Cortona ormai da alcune settimane. Finora vi ho trascorso periodi più brevi, prima in foresteria e successivamente anche in clausura. Dal 16 ottobre vivo qui in maniera più stabile. Per questo vorrei condividere alcune osservazioni, fatte con gli occhi di una per la quale tutta la vita in monastero è nuova e quindi è una grande avventura.
Qualcosa che ho imparato durante le ultime settimane è ad ascoltare i suoni del monastero, il che comincia già percependo che… ci sono! Negli ultimi anni abitavo in città, in una strada molto trafficata, forse è per questo che mi ero abituata a ignorare i suoni attorno a me. In monastero all’inizio non sentivo le campane, quelle che invitano alla preghiera o ai pasti. Mi fidavo solo del mio orologio, ma pian piano ho cominciato a dare fiducia a questo luogo con le sue campane, imparando a ascoltarle e a capire che cosa vogliono comunicare. Oltre a quello delle campane, ci sono vari suoni: le porte che si aprono, i passi delle sorelle nel corridoio, l’armonium quando viene acceso, il forno quando bisogna spegnerlo e tanti altri suoni… tutti da accogliere con affetto.
Operai e operaie
Nel mese di ottobre sono iniziati i lavori per sostituire le finestre nelle nostre celle.
Prima di vedere attivi gli operai, abbiamo preparato gli ambienti ricoprendo i vari mobili con teli e plastiche, oltre che con diversi cartoni. Ma ciò che vorremmo sottolineare in questa condivisione con voi è il dono delle sorelle. Sì, perché sr. Chiara Francesca e sr. Lorena, con i loro talenti, hanno preceduto gli operai. Attrezzate di strumenti, alcuni dei quali creati dalle indiscutibili capacità di sr. Chiara Francesca, queste due sorelle sono passate di cella in cella per rimuovere il vecchio infisso in modo tale che agli operai sarebbe toccata solo la fase finale del lavoro. Che dire? Sappiamo bene che, quando arrivano gli operai, la polvere e lo sporco attivano in noi un senso di preoccupazione e di agitazione. Ma questa volta le cose sono andate diversamente perché, quando le nostre due sorelle “speciali” hanno terminato il lavoro, siamo potute ritornare nelle celle con un sospiro di sollievo: tutto era in ordine e pulito. Grazie, sorelle, perché ci siete state di esempio secondo ciò che raccomanda santa Chiara: “Ciò che fai, fallo bene”.
Nuovi incontri, nuovi volti
Anche in questo mese abbiamo avuto la gioia di incontrare gruppi, riflettere insieme su un tema o semplicemente conoscersi.
Fra gli altri, il 1° novembre abbiamo accolto un gruppo di capi scout, provenienti da varie parti d’Italia, venuti a Cortona per alcuni giorni di formazione. Il tema propostoci era il rapporto tra Chiara e Francesco, come da questa alterità nasce e porta frutto il carisma francescano. Per loro è stata una sorpresa scoprire la reciprocità di dono, aiuto e sostegno che Francesco e Chiara si sono offerti; per noi è stata una gioia approfondire e mettere in luce questo aspetto di un rapporto che ha trovato il suo centro nel comune amore per Cristo e che è stato aperto e generativo, “allargato” da subito ai compagni di Francesco e alle sorelle di Chiara. L’amicizia di Francesco e Chiara è amicizia tra fraternità e ancora oggi si perpetua nella relazione che anche noi viviamo con i nostri frati, in un reciproco custodirsi e aiutarsi.
Oltre la soglia
Il mese di novembre inizia con due grandi ricorrenze care a noi cristiani. La prima è la Solennità di tutti i santi: ricordiamo tutti coloro a cui rivolgiamo il nostro cuore, le nostre preghiere quando abbiamo bisogno di aiuto… Sono i santi il cui nome troviamo scritto sul calendario perché riconosciuti dalla Chiesa, o i santi della porta accanto, persone che con il loro stile di vita ci sono di esempio. La seconda è la Commemorazione di tutti i defunti, di coloro che abbiamo amato, che ci sono cari e che hanno già varcato la soglia ultima e ora vivono la vita eterna.
Anche noi in questi giorni ricordiamo e raccomandiamo alla misericordia del Signore le sorelle decedute nel corso degli anni: le ringraziamo per la loro fedeltà, per la loro perseveranza, per quanto con la loro vita ci hanno donato e ci rivolgiamo a loro affinché ci siano accanto in questo nostro cammino fino al giorno in cui ognuna di noi varcherà la soglia di “sorella morte”, come la chiamava il padre san Francesco.
“…per la grazia di Dio la più degna tra le creature,
l’anima dell’uomo fedele, è più grande del cielo,
poiché i cieli con tutte le altre creature
non possono contenere il creatore,
mentre la sola anima fedele è sua dimora e sede,
e ciò soltanto grazie alla carità”.
(Santa Chiara)
Grazie a tutti, a ciascuno.
Il Signore vi dia pace!
Le vostre sorelle clarisse