newsletter

DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!

Mentre risfogliamo insieme a voi qualche pagina della nostra vita del dicembre 2024,

stiamo già camminando nel 2025, anno giubilare e anno carico di memorie ottocentenarie significative per noi e per molti.

800 anni fa, un Francesco d’Assisi semicieco e sofferente

scrisse e musicò il Cantico di frate Sole e l’esortazione Audite poverelle rivolta a Chiara e alle sorelle:

due testi in volgare che contengono la sua visione della vita.

800 anni fa, più o meno in quegli stessi mesi, alcune donne, qui a Cortona, ricevevano un terreno,

primo spazio del ‘luogo’ in cui il loro vivere prese la forma di quello di Chiara e delle sorelle di San Damiano.

Tutto questo, negli scenari bui che in queste settimane continuano a essere disegnati,

ci invita ancora ad accogliere quella Vita che – lo abbiamo celebrato a Natale – è la Luce del mondo (cf. Gv 1,4).

Con i Francescani Secolari di Cortona

Nel pomeriggio del 14 dicembre abbiamo vissuto con gioia un momento di preghiera e riflessione in preparazione al Natale insieme alle due fraternità di francescani secolari di Cortona. Era la prima volta che le due fraternità si riunivano presso il nostro monastero e questo ha reso l’incontro particolarmente significativo e prezioso. Tra i presenti, molte le persone che vediamo frequentare la nostra piccola chiesa e con le quali, nella semplicità del quotidiano, si intessono relazioni di amicizia e di “presenza” reciproca attraverso l’interessamento a quanto ciascuno vive.

Dopo la riflessione di una sorella e un tempo di silenzio per la preghiera personale, chi ha voluto ha condiviso la sua riflessione o la sua esperienza, in un clima di famiglia. Al termine dell’incontro, molti hanno espresso il desiderio di ripetere l’esperienza per accrescere le relazioni fra le due fraternità e con noi.

Come una melagrana

Sperimentare una nuova ricetta di cucina pochi giorni prima di Natale può accendere qualche luce in più per guardare all’evento che si sta celebrando e, chissà, ‘starci dentro’ un po’ più consapevolmente.

Il melograno piantato nel nostro giardino è stato generoso di frutti. Simbolo di fecondità dai tempi antichi, la melagrana raccoglie nella sua robusta scorza i chicchi succosi, uno accanto all’altro, ben coesi; e le sottili membrane interne che ne separano le varie fila, li uniscono ancor più saldamente. Il succo rosso-rosaceo, che colora le mani di chi ‘schiccola’ la melagrana – e magari anche il grembiule… -, durante la cottura impregna il riso che, nei nostri piatti, ci ricorda chi siamo: figli del Padre in Cristo Gesù, il Figlio unigenito che tutti ci raccoglie, e perciò fratelli, strettamente uniti nella medesima sorte di Lui: colorare, impregnare di amore ogni ambito dell’esistenza.

Betlemme quest’anno

Al termine del tempo di Natale, un’immagine mi è rimasta scolpita nel cuore e vorrei custodirla: è il particolare di un dipinto rappresentante La Strage degli innocenti. Tra i molti biglietti di auguri ricevuti in occasione del Natale, questo ha catturato particolarmente la mia attenzione. L’urlo della donna trattenuta per i capelli che cerca di salvare il proprio bambino; la forza e la violenza del braccio che alza il pugnale; la debolezza di una mano femminile che dal basso implora pietà… Betlemme quest’anno fa pensare alla ininterrotta strage di innocenti dei nostri giorni, frutto dell’avidità di potere, dell’ingiustizia, della nostra indifferenza. Grazie agli amici che ci hanno riportato davanti agli occhi questa realtà, per vivere il Natale invocando insieme la misericordia dell’Altissimo e continuare a camminare in questa storia che il Figlio di Dio ha voluto abbracciare pienamente.

Equipaggiati per camminare

Restiamo stupite ogni volta che ci viene richiesta la disponibilità ad incontrare dei ragazzi/e o dei giovani: l’esperienza è sempre nuova e ci arricchisce umanamente.

Durante il tempo natalizio, abbiamo incontrato un gruppo di giovani scout. In loro abbiamo colto la curiosità di fronte a una realtà e a uno stile di vita così lontani, a loro modo di sentire, dal quotidiano; ma abbiamo anche percepito la sete di conoscere che li anima e abbiamo visto la Luce che li guida e li sostiene nella ricerca. I giovani scout hanno scoperto che ci uniscono a loro le domande e le motivazioni con cui vivono il servizio, come pure il desiderio di essere felici e di vivere una vita piena: quelle motivazioni e quel desiderio che ci hanno portato a fare una scelta definitiva nonostante la strada sia in salita, come lo è ogni strada a Cortona!

Al termine dell’incontro, perciò, ci siamo salutati consapevoli che nello zaino abbiamo lo stesso ‘equipaggiamento di sopravvivenza’ per camminare incontro al futuro con speranza.

Una donna che sorprende

Nell’elenco dei doni ricevuti nel tempo di Natale c’è anche una lezione con il nostro amico don Luca Mazzinghi, sul cap. 31 del libro dei Proverbi. La liturgia ci offre spesso di ascoltare la seconda parte di questo capitolo, ma grazie a don Luca abbiamo ora una consapevolezza nuova: la donna di cui si parla nei versetti 10-31 non è una casalinga, ma un’imprenditrice, una donna che si occupa di commerci internazionali e lo fa in modo tale da essere stimata, ritenuta saggia e sapiente, tanto da essere considerata un riferimento e un esempio per la futura classe dirigenziale, a cui il libro dei Proverbi è indirizzato.

La donna in questione è una benestante e particolarmente attiva, a capo di una vera industria: ha dei dipendenti, ma lei stessa lavora e produce cose pregiate. Lavora giorno e notte e i suoi affari vanno bene; da notare che, nonostante tanto impegno, “apre le sue palme al misero, stende la mano al povero”. Famiglia e marito possono stare tranquilli: sono al sicuro, con una donna così, che vive fino in fondo le esigenze dell’alleanza. Potremmo forse definire la donna di cui parla questo antico testo una “business woman”, sottolineando però che questa donna non si fa prendere solo dagli affari. Il modo in cui vive il lavoro e la missione fanno di lei una donna grandemente stimata, anche – in un ambiente inequivocabilmente maschilista – dagli uomini.

Un augurio per il nuovo anno

Abbiamo appena iniziato il nuovo anno: che cosa ci riserberà di bello, di buono? Ci auguriamo che sia un tempo di grazia e di luce, un tempo in cui crescere nella comunione con Dio. Lui è sempre accanto a me, partecipa alla mia vita, abita la mia storia. Lui desidera avere con me un rapporto di amicizia. E io acconsento vivendo con responsabilità il momento presente.

Nel corso della giornata, se faccio attenzione a ciò che vivo, riconosco la delicatezza e la premura con cui il Padre dei cieli mi accompagna, mi circonda, mi sostiene, attraverso piccole cose che mi manifestano la sua presenza. Vedere una sorella che, senza che io la cerchi, viene in aiuto alle mie necessità… Vedere un bellissimo stormo di uccelli in volo… Ricevere un gesto di calda accoglienza da una persona…: sono ‘piccole’ manifestazioni della vicinanza di Dio e mi spronano ad accrescere la fiducia in Lui. L’augurio per questo anno? Che sappiamo vedere Dio in tutte le cose e amarlo in ogni situazione!

Lo stesso Signore, che diede buon inizio,

dia l’incremento ed anche la perseveranza finale. Amen.

                             Chiara d’Assisi

Sempre in cammino, insieme!

Le vostre sorelle clarisse