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DAL COLLE DI CORTONA,
UN SALUTO DI FRATERNITÀ E DI AMICIZIA!
Le prime due settimane di agosto ci hanno offerto un tempo ricco di celebrazioni particolarmente care a coloro che riconoscono Francesco e Chiara d’Assisi quali compagni ed esempi buoni nel cammino della vita.
Santa Maria degli Angeli, venerata alla Porziuncola, dove l’Ordine francescano ‘nacque’ in tutte le sue espressioni, è anche la festa del Perdono di Assisi (2 agosto).
Proprio in questo giorno, inizia la preparazione – la ‘novena’ – alla festa di S. Chiara (11 agosto).
E Chiara, ‘visitata’ da Maria sul suo giaciglio di morente, ci conduce là dove lei, Madre di Dio assunta nella gloria, ci ha preceduto (15 agosto).
Ci ritroviamo ancora una volta insieme, condividendo frammenti di vita vissuta; e la comunione, in Cristo Gesù, grazie a Maria e a Chiara, si rafforza:
«Chiara persegue una immagine [di Maria] nella quale il Figlio è inseparabile dalla Madre e la Madre dal Figlio, ed entrambi da quel Corpo allargato che è la communio sanctorum». (Cettina Militello)
Vicine…
Chi non passa dalle strettoie di difficoltà, prove, dolori? Finché si vive in questo mondo, questa è un’esperienza che non manca a nessuno… In situazioni del genere, forse, ci si rende conto di quanto ci sia necessario l’aiuto del Signore per accoglierle, accettarle, superarle.
Tante persone, da varie parti, ci chiedono di presentare al Signore le loro prove, i loro dolori, come pure i loro desideri. Queste richieste ci fanno bene: accrescono nel nostro cuore lo spirito di condivisione, ci consentono di essere vicine, con la preghiera, a tanti fratelli e sorelle.
Per chi sono io?
Nella XIV domenica del tempo ordinario, giorno in cui il vangelo annuncia l’invio dei Dodici per la missione (Mc 6,7-13), lo Spirito Santo ci ha donato idee più definite su come attuare un’iniziativa da tempo custodita di organizzare giornate di conoscenza reciproca, preghiera e formazione per i giovani. Il tutto, grazie all’incontro con don Alexander, ‘vulcanico’ sacerdote responsabile della pastorale giovanile nella nostra Diocesi.
Nel 2025 celebreremo con vari eventi gli 800 anni della nostra presenza clariana a Cortona: giornate così, saranno sicuramente uno fra i modi più intensi e gioiosi per festeggiare il nostro esser radicate in questo lembo di… ‘terra santa’!
Come è bello stare insieme
Udire nomi conosciuti, oppure totalmente nuovi, che si schiudono come un fiore per regalare un volto, ma anche ritrovarsi con chi già si è avuto la gioia di incontrare, imprimere nella memoria del cuore sguardi, sorrisi, condivisioni, esperienze: è proprio grande il dono della Fraternità! Il Signore ce lo ha fatto nuovamente sperimentare, e con una intensità tutta speciale, il 15 luglio, attraverso l’accoglienza delle nostre Sorelle di Fara Sabina che hanno aperto le porte del loro Monastero-Castello per ospitare la Giornata federale annuale. Arroccato in una splendida posizione sulle colline poco fuori Roma, l’antico edificio ci ha dischiuso i suoi tesori visibilizzando, con la sua possente struttura, la bellezza e la solidità del nostro essere ‘Uno’ in Cristo.
Ancora tu *
“Ancora tu”… E sì, e sempre a cominciare dallo stesso giorno: 18 luglio.
“Non mi sorprende, lo sai”. Beh, è vero che gira da tempo, che ha intensificato la presenza… Però la sorpresa, in realtà, c’è stata eccome!
“Ma non dovevamo non vederci più?”. Infatti, così pensavamo dopo vaccini e vaccini e vaccini.
“E come stai?”. Beh, ce la siamo cavata, chi con più fatica, chi senza troppi problemi se non la pazienza da mantenere (!), chi raddoppiando il lavoro per sopperire all’assenza di coloro che erano chiuse in cella e per assisterle.
“Ma lasciarti non è possibile”. Eh no, questo proprio no!! Lucio Battisti ci ha dato parole utili per raccontare in sintesi i giorni vissuti insieme al covid, ma il finale è fuori tema!! È stato possibile lasciarlo e speriamo di non incontrarlo più!!
Una sosta camminando verso Assisi
1° agosto: una caldissima giornata d’estate. Per i giovani in cammino verso Assisi, il penultimo giorno prima dell’arrivo prevede una sosta a Cortona, la cui prima tappa è il nostro monastero. Per noi è un evento di gioia multicolore: incontrare volti conosciuti, quelli dei nostri fratelli frati in primis, o volti fino a quel momento sconosciuti, offrire un po’ di refrigerio a chi, dolorante, ha preceduto gli altri può riposare tra le spesse mura dell’atrio del monastero, condividere il cibo preparato (8 chili di insalata di riso!!), unirci al canto gioioso dei giovani, riempire decine di bottiglie d’acqua, ascoltare insieme un messaggio di Chiara d’Assisi attraverso le parole della Madre, scambiare abbracci e sorrisi, custodire nel cuore frammenti di vita ricevuti e intenzioni di preghiera… E poi, una volta partiti, continuare a rimanere con loro in quel legame di comunione che, una volta attivato, non viene meno e che continua a farci ‘camminare’ insieme.
Assunzione della beata Vergine Maria al cielo
Il 15 agosto è per tutti ‘Ferragosto’, si sta a casa da lavoro, chi può già si trova in vacanza… ma chi pensa che questo giorno è la festa dell’assunzione di Maria in cielo? Tanto più che, come succede in altre feste in cui c’è Maria al centro, sembra parlare di un privilegio toccato a lei, in questo caso quello di non morire. Invece questa festa riguarda anche noi, parla del nostro futuro, è una promessa! L’assunzione al cielo di Maria “in corpo e anima” ci annuncia la gioia della fede: i nostri corpi un giorno risorgeranno per una vita eterna. Anche di fronte alla durezza della morte, allora, possiamo aprirci alla speranza, perché Cristo risorto ha vinto la morte e ce ne ha dato un segno concreto in Maria. Questo ci dice quanto al Signore stia a cuore tutta la nostra realtà, corporeità compresa; per questo siamo chiamati, già da oggi, ad aver cura del corpo nostro e di quello altrui senza idolatrarlo o ridurlo a oggetto di piacere: il nostro corpo è dimora di Dio! Il Signore ci doni di vivere la nostra esistenza illuminati da questa certezza e ci faccia sperimentare la felicità di chi, come Maria, «ha creduto nella realizzazione della parola del Signore».
Santa Chiara ha lasciato alle sue figlie, presenti e future, la sua benedizione, ma durante la sua vita ha benedetto molte persone, spesso per guarirle, con il segno della croce. Allora perché non pensare che queste parole oggi le rivolga a ciascuno di voi?
“Vi benedico in vita mia e dopo la mia morte,
come posso e più di quanto posso,
con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie
benedisse e benedirà in cielo e in terra i figli e le figlie,
e con le quali un padre e una madre spirituale
benedisse e benedirà i suoi figli e le sue figlie spirituali. Amen.
Il Signore sia con voi sempre, e ora voi siate sempre con lui. Amen.”
(Santa Chiara)
Le vostre sorelle clarisse